• Licia Cappato

L’uva regina della tavola, con tante virtù e qualche difetto



In questo articolo vorrei parlarvi di uno dei frutti più antichi nella storia dell’umanità. Celebrato da letterati, poeti, pittori e scultori, ma soprattutto dagli amanti della buona tavola, che ne hanno sempre apprezzato la freschezza e la dolcezza se consumato al naturale, oppure l’inebriante euforia qualora venga fermentato e trasformato nel famoso nettare di Bacco.


Ovviamente sto parlando dell’uva, regina di questa stagione che volge dall’estate all’autunno, con i colori che si accendono e i sapori che si esaltano. Un sapiente mix che appaga vista, olfatto e gusto, la cui origine si perde nella notte dei tempi. A quanto sembra, infatti, la comparsa della vite e dell’uva avvenne oltre 3 mila anni fa nell’area del Mar Caspio. Da lì, ben presto, avrebbe attecchito in tutto il mondo occidentale. L’uva e la vendemmia furono celebrati con lauti banchetti e grandi feste sia nell’antica Grecia, dove imperava Dioniso, dio del vino e dell’estasi, sia presso i Romani, i quali invece veneravano Bacco. Non solo la storia dell’arte abbonda, fin dai primi secoli avanti Cristo, di richiami all’uva e al vino, sia sotto forma di pittura che di scultura, ma pure nei musei archeologici italiani ed esteri sono pressoché immancabili fra i vari reperti esposti, oggetti o frammenti di oggetti riconducibili al grande ciclo della vite.

D’altronde la vite, l’uva e il vino da sempre sono considerati simboli di rinascita, di amore, di gioia e pertanto non stupisce la grande quantità di rappresentazioni artistiche di questo frutto, ma anche la sua costante presenza sulle nostre tavole durante questo periodo dell’anno.

L’uva, del resto, oltre ad essere buona e dissetante, presenta una serie di proprietà benefiche talmente vasta che quasi quasi verrebbe voglia di consumarne tutti giorni una gran quantità. Meglio non eccedere, infatti anche l’uva, per quanto possa definirsi cibo degli Dei, presenta un apporto di zuccheri che vanno comunque considerati: glucosio, fruttosio, levulosio e mannosio. Una grande fonte di energia, dunque, ma che può rappresentare un serio problema per chi soffre di glicemia alta. Si calcoli che una porzione d’uva di 150 grammi circa, apporta quasi 100 Kcal. Oltretutto – e forse già l’avrete sperimentato da soli attraverso il vostro palato – più l’uva è matura, più risulta dolce e quindi ricca di zuccheri.

Va da sé che non bisogna abusarne nel consumo, ma tolto questo inconveniente i benefici vantati dall’uva paiono davvero eccezionali. Innanzi tutto si tratta di un alimento altamente antiossidante, diuretico e disintossicante, con grande effetto stimolante delle funzioni intestinali, particolarmente utile per lenire artriti e reumatismi, ottimo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e molto indicato, grazie alla presenza di ferro in combinazione con il rame, per gli anemici. Grazie alla presenza del boro che facilita l’assorbimento del calcio, l’uva risulta molto utile pure nella prevenzione dell’osteoporosi. Non va poi dimenticato l’aiuto nel donare elasticità e bellezza alla pelle, ma è con il resveratrolo e la quercetina che l’uva offre il meglio di sé. Il resveratrolo è un fenolo presente nella buccia, soprattutto dell’uva nera, la cui funzione antibatterica e antitumorale è decantata da secoli.

La quercetina, invece, è un flavonoide di cui è ricca soprattutto l’uva rossa e rappresenta una grande fonte di energia sia per chi svolge attività fisica, sia per chi si sente spossato ed ha bisogno di riprendere forza.

Si è già detto che l’uva non è molto indicata per chi ha problemi di glicemia alta. Allo stesso modo è sconsigliata a chi soffre di calcoli renali, gastroenterocoliti, ulcere e diverticolosi. Per tutti costoro sarebbe più opportuno consumare del succo d’uva, poiché a causare loro i maggiori problemi sono soprattutto le sostanze contenute nella buccia e nei semi. Sul mercato, a dire il vero, si trovano tipologie d’uva senza semi, ma se non soffrite delle patologie poc’anzi indicate, non privatevi delle grandi proprietà curative presenti nei semi dell’uva, una sorta di farmacia naturale a cui ricorrevano già nell’antichità anche per malattie gravi. I semi, infatti, contengono dei potentissimi antibiotici naturali, nonché una gran quantità di acidi omega tre. Forse non sarà del tutto vero il detto “in vino veritas”, ma nell’uva, statene pur certi, troverete una bella razione di “salus”.




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