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  • Licia Cappato

Ci occorreva uno stop per fare una inversione di marcia

Aggiornato il: apr 28


La Paura dice: «Chi sei tu che ti trovi dall'altra parte della strada, che non ti vedo?».

Lo sconosciuto risponde: «Sono la Fiducia!».

Inizio con questo breve dialogo per prendere sempre più coscienza che dall'altra parte della paura c'è la fiducia, che è sufficiente decidere di passare la strada per incontrarla!

La paura porta a chiudersi al mondo, a non fare entrare nulla e soprattutto a restare immobilizzati; la fiducia è farsi attraversare dal Mondo per evolvere.

La prima ti immobilizza e non permette il fluire, con la seconda sei nel flusso della Vita.

Quando si parla di fede, non legata ad un credo religioso specifico, si parla proprio di aprirsi al flusso della Vita, a Dio, all'Universo, alla Dea... come ognuno sente di chiamarlo. Avere la fiducia che qualsiasi cosa succeda attorno a noi, vedi in questo mese specifico l'evento “covid-19”, succede per dare una scossa, per un risveglio collettivo, per farci prendere coscienza che probabilmente siamo sulla strada sbagliata, che occorre un'inversione di marcia e prima ancora uno STOP!

Stop perché presi dalla frenesia si agisce senza nemmeno riflettere sulle conseguenze delle azioni che si compiono;

Stop perché per comprendere quello che è bene fare occorre fermarsi il tempo necessario per riflettere e ancor meglio “sentirsi”, non in base alle scadenze dettate da altri;

Stop perché tutto il nostro fare ci ha tolto l'Essere Umani, si decide per quello che conviene, apparentemente, a scapito di ciò che è giusto;

Stop perché stiamo distruggendo il nostro habitat naturale, la Terra!

Stop perché siamo sempre più soli in mezzo al caos;

Stop perché stiamo perdendo Noi stessi a favore del Sistema, di un sistema malato!

Malato e su questo rifletto … siamo alle prese con un virus che sembra minacciare l'Umanità, e mi sorge la consapevolezza che questo virus sta facendo da “specchio” a quello che l'Essere Umano è diventato oggi per la Terra: un virus!

Vedo la lezione chiara e “sento” con altrettanta chiarezza che come abbiamo saputo fermarci, stare fermi per questa situazione di emergenza possiamo, con la nostra volontà investire le energie, una volta che si riprende là fuori, per creare un paradiso in Terra, ove possiamo stare bene TUTTI!

Ci sta dando una grande opportunità di svolta, di vera crescita...

Cominciare a cambiare modo di vivere che oramai siamo tutti saturi dello stress, un modo di vivere assurdo che non crea ben-Essere, un modo di vivere che toglie ossigeno invece di darne!

Proprio come il “virus” che attacca i polmoni, non a caso, che non fa respirare, che toglie la vita in vari casi... esso sta dando un gran messaggio, per chi vuole cogliere; per gli altri va bene quello che decidono di vedere, esiste il libero arbitrio.

In riferimento a questo rivolgo la mia attenzione a vedere i lati positivi, i negativi già vengono continuamente sbattuti in faccia ovunque, anche manipolando dati purché creino paura: da un mese e poco più che siamo fermi con il nostro fare-fare-fare la Terra sta respirando di nuovo, i cieli sono azzurri e limpidi, è migliorato il buco dell'ozono essendosi nell'aria ridotto notevolmente l'inquinamento, i mari e gli oceani si stanno pulendo visto che traghetti e navi sono fermi e, i pesci e gli animali stanno ritornando a prendersi il loro spazio.

Si sta imparando quanto è prezioso un abbraccio, il contatto fisico che ora c'è stato tolto; si sta comprendendo quanto siamo tutti interconnessi e che non si può pensare di farcela da soli; stiamo imparando quanto è bello il silenzio ora che fuori i rumori sono notevolmente diminuiti e possiamo assaporarci il canto degli uccelli e magari ascoltare quella voce interiore soffocata negli anni a vantaggio del signor Dovere!

Si stanno riprendendo ritmi naturali di vita, si “riscoprono” le persone che vivono in casa con noi, si sentono quegli amici che si rimandava di sentire perché non c'era tempo; si sta imparando ad unire le forze per un Bene Comune; si sta imparando che siamo vulnerabili e che la sicurezza non dipende da quanto abbiamo accumulato attorno a noi, ma da quanta ricchezza abbiamo creato dentro di noi!

Abbiamo il tempo per osservare quanto fatto fino ad ora, per fare un resoconto della propria vita e darsi l'opportunità di cambiare quello che realizziamo non andare più bene.

Quando ero piccola mia mamma mi diceva che la Vita è una scuola, all'epoca non comprendevo, ma ora adulta, e mamma pure io, “sento” molto bene quelle parole vibrare in Me e le riporto alle mie figlie spesso, fiduciosa che un giorno anche loro capiranno.

Con Fiducia e con l'Esempio mi impegno a trasmettere loro ad essere alunne aperte agli insegnamenti che porta, e in tutto questo, non scordare mai che in Lei c'è sempre la Guida, anche quando si è “grandi”!

Concludo augurando una rinascita per tutti Noi e riporto una poesia, scritta appositamente per questo momento di passaggio dalla meravigliosa Mariangela Gualtieri, una delle voci più amate della poesia italiana, che ha pubblicato sulla sua pagina facebook e che mi ha particolarmente toccato.



NOVE MARZO DUEMILAVENTI


Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso

il nostro fare. Stare dentro le cose.

Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare

e non ci riuscivamo.

Andava fatto insieme.

Rallentare la corsa.

Ma non ci riuscivamo.

Non c’era sforzo umano

che ci potesse bloccare.


E poiché questo

era desiderio tacito comune

come un inconscio volere –

forse la specie nostra ha ubbidito

slacciato le catene che tengono blindato

il nostro seme. Aperto

le fessure più segrete

e fatto entrare.

Forse per questo dopo c’è stato un salto

di specie – dal pipistrello a noi.

Qualcosa in noi ha voluto spalancare.

Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno. Un comune destino

ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.


È potente la terra. Viva per davvero.

Io la sento pensante d’un pensiero

che noi non conosciamo.

E quello che succede? Consideriamo

se non sia lei che muove.

Se la legge che tiene ben guidato

l’universo intero, se quanto accade mi chiedo

non sia piena espressione di quella legge

che governa anche noi – proprio come

ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo

tenersi insieme di tutto in un ardore

di vita, con la spazzina morte che viene

a equilibrare ogni specie.

Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,

guidata. Non siamo noi

che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata

che ci riporta indietro, forse nelle lentezze

delle antiche antenate, delle madri.


Guardare di più il cielo,

tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta

il pane. Guardare bene una faccia. Cantare

piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta

stringere con la mano un’altra mano

sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora –

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

Mariangela Gualtieri

Che sia tempo di riflessioni e scelte consapevoli indirizzate all'Amore per la Terra e alla Vera Evoluzione Umana, che oltre a belle parole scritte sui social in questi giorni, una volta che si ricomincia là fuori si faccia veramente vedere di che buona pasta siamo fatti, a presto.


Licia

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