• Licia Cappato

La sacralità del cibo



Quando si parla di sacralità non si parla di religione per come l'intendiamo noi, essere religiosi non significa appartenere ad un dogma, ma saper vedere il sacro in ogni cosa che entra a contatto o in relazione con noi. Nel sistema attuale basato sul potere, non inteso come potere personale quale forza per creare bellezza, ma potere per prevaricare sull'altro o massa che sia, tutto è spinto per dare: gratificazione immediata, velocità, apparente comodità.


Queste strategie usate per rendere l'Essere Umano Vivente sempre meno umano e vivente, ma sempre più “macchina” privo di consapevolezza di pensiero ed azione, sono note con i termini di manipolazione e seduzione.

Da millenni siamo dentro a questa forma di energia distorta, per questo la maggior parte è lontana dalla consapevolezza e di conseguenza dalla sacralità; avviene però che nei momenti in cui la vita mette davanti per risvegliarci, talvolta difficili, quel “valore” si fa sentire per riportarci al nostro Sé, alla nostra vera Casa!

Parlo di sacralità del cibo perché ciò che scegliamo di mettere nel piatto ci dice quanto siamo in connessione con la parte consapevole di noi e quanto vediamo il sacro, prima di tutto in noi stessi e successivamente nell'ambiente che ci ospita.

Cosa porta il nutrimento di questa consapevolezza? La conoscenza.

Conoscere, informarsi non è una perdita di tempo; la vera conoscenza rende liberi!

Perdita di tempo è nutrirsi davanti alla TV di informazioni manipolate e immagini spazzatura, a differenza di quello che la maggior parte crede: ricevere vere informazioni; è passare ore sui social per distrarsi.

Poc'anzi ho parlato della sacralità ossia della parte spirituale, ora l'attenzione la metto anche sulla parte materiale, proprio perché le due vanno di pari passo e con armonia tra di esse si raggiunge ben-Essere.

Quando si sceglie un cibo sano: coltivato o allevato con rispetto dell'ecosistema e di chi lo lavora, c'è un costo maggiore rispetto ai cibi che troviamo principalmente al supermercato, talvolta prodotti dall'agroindustria che sono a basso prezzo, ricchi di sostanze che danno piacere al palato, ma che non rispettano per nulla la salute di chi li consuma, perché ricchi di conservanti e/o addensanti e/o coloranti, ecc...; oppure un esempio nella carne: polli cresciuti a ormoni per farli crescere velocemente e creare maggior guadagno; ormoni che poi vengono mangiati da chi se li mette nel piatto.

Un bello specchietto per le allodole visto che quando non ci si occupa della propria salute, partendo proprio da ciò che mettiamo nel piatto, poi dobbiamo ricorrere ad altri costi ben più elevati, quelli sanitari e quelli di recupero dell'ambiente se non vogliamo finire estinti.

E chi sostiene quei costi? Sempre NOI.

Facendo questo ragionamento comprendiamo che in realtà quella spesa maggiore che sosteniamo a favore del cibo più sano ed etico non è maggiore, ma con una visione lungimirante e consapevole possiamo chiaramente dire che è di molto inferiore rispetto al cibo spazzatura nocivo per l'Essere Vivente e per l'ambiente (allevamenti intensivi, coltivazioni intensive, additivi, ecc...).

Per arrivare a fare delle scelte di questo tipo, parlo di cibo ma questo può essere allargato a qualsiasi ambito della propria vita, per prima cosa occorre veramente comprendere il valore che ognuno porta in Sé in quanto Essere Umano Vivente, uomo o donna o bambino o bambina che sia, un valore che va riscoperto per dare tutto un altro sapore e onore alla propria vita.

Saper osservare il proprio piatto riconoscendo che niente è scontato di ciò che abbiamo davanti, quindi sacro: la materia prima di cui è fatto che arriva da Madre Terra, grazie a chi è stato coltivato o allevato, come è arrivato a noi, con che attenzione è stato cucinato, il tempo di chi l'ha ricercato e preparato... lo porta ad avere tutto un altro sapore e valore di Nutrimento.

Buon settembre a tutti.

Licia



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